«La riqualificazione non è stata solo un intervento edilizio. È stata un’occasione per rinnovare il nostro impegno concreto verso le persone che accogliamo ogni giorno nella nostra struttura». Così, Roberto Mineo – presidente del Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi (CeIS) per minori e madri in difficoltà, a Roma – ha raccontato a distanza di mesi l’effetto dell’opera di riqualificazione di Geoside conclusa nel 2025.
Il percorso di ideazione e realizzazione dell’intervento, reso possibile dalla coesione interna della nostra squadra di professionisti e da un dialogo costante con la comunità, è un esempio di come le opere di rinnovamento nate da un’ottica umana e globale siano capaci di generare valore non solo per l’ambiente, ma anche e soprattutto per persone e territori.
Come per ogni progetto, davanti alla necessità di innovare le strutture del CeIS, il punto di partenza non è stato solo tecnico: ogni iniziativa pensata per il benessere della comunità nasce dall’ascolto di chi conosce, vive e ama gli spazi su cui interveniamo. Oltre ad aggiornare gli impianti per una migliore efficienza energetica, quindi, si è trattato di andare incontro a necessità, desideri e fragilità degli ospiti. «Il progetto è nato dal desiderio di restituire un luogo che fosse davvero casa – spiega Mineo – con ambienti più dignitosi, caldi e protettivi, capaci di trasmettere sicurezza e serenità».
Così, abbiamo ideato un intervento sistemico, che ha previsto la realizzazione di un cappotto termico, l’installazione di un impianto fotovoltaico per favorire l’autoconsumo e l’adozione di un sistema di climatizzazione ad alta efficienza. Ma il piano di riqualificazione, pensato per le persone, non si è limitato all’efficientamento energetico. Per rendere l’edificio più accessibile, sono state eliminate tutte le barriere architettoniche preesistenti. E una parte importante del lavoro è stata ripensare gli spazi interni nell’ottica di comunità. La nuova configurazione ne ha migliorato la luminosità, la funzionalità e, soprattutto, la qualità percepita. Dal punto di vista tecnico, l’operazione è stata un successo: ha portato a una riduzione dei consumi energetici del 26%, nonché a un sensibile miglioramento del comfort termoacustico.
Ma il dato che conta di più non si può raccontare con un numero. I lavori hanno reso gli ambienti più silenziosi, accoglienti e luminosi, contribuendo a creare un clima di maggiore serenità, favorendo relazioni più spontanee e un senso rinnovato di appartenenza. «Non si trattava soltanto di intervenire sugli aspetti tecnici – sottolinea il presidente – ma di rimettere al centro il benessere umano, trasformando i vecchi spazi in luoghi dove gli ospiti potessero sentirsi rispettati, e restituendo loro un posto che potessero chiamare “casa”».
Anche la comunità circostante ha riconosciuto il valore della trasformazione. Edifici più efficienti, armoniosi e integrati nel tessuto urbano hanno rafforzato il senso di responsabilità collettiva verso il territorio. «L’efficientamento energetico ha portato un valore che va oltre il risparmio economico – conclude Mineo – rendendo le strutture più sostenibili, contribuendo alla tutela dell’ambiente e generando un impatto sociale tangibile e duraturo».
Riqualificare, per noi, significa prima di tutto impegnarci per dare una nuova qualità: agli edifici, al consumo energetico, agli spazi, ma soprattutto alla vita delle persone che li abitano.