Autoconsumo collettivo: i tre modelli
Il Decreto CACER rappresenta, dal punto di vista normativo, l’ultimo atto di un iter iniziato nel 2018 con la direttiva europea RED II, che apriva le porte alle comunità energetiche. Oggi gli autoconsumatori individuali “a distanza” e i gruppi di autoconsumatori che agiscono collettivamente (AUC), insieme alle comunità energetiche rinnovabili (CER), possono contare su regole chiare per la loro implementazione e beneficiare di incentivi.
Esaminiamo ora nel dettaglio le tre diverse configurazioni di autoconsumo diffuso, individuate dal Decreto CACER, che possono beneficiare degli incentivi.
Il Decreto CACER e le successive Regole Operative rilasciate dal GSE determinano lo schema di incentivazione relativo all'energia condivisa e autoconsumata, e disciplinano il contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili, finanziato dal PNRR e rivolto alle configurazioni i cui impianti sono realizzati nei comuni sotto i cinquemila abitanti. I due benefici sono tra loro cumulabili.
Per accedere agli incentivi, è necessario soddisfare specifici requisiti tecnici, amministrativi e ambientali. Sempre nel Decreto CACER, inoltre, sono definite le regole operative per l'accesso agli incentivi, che includono la presentazione di una domanda, la produzione di documentazione specifica e il rispetto di tempi e modalità di erogazione. Il GSE è il soggetto gestore della misura, attraverso cui è possibile presentare le richieste.